A luglio, dal 11 al 17, andremo a Lisbona.
Per noi l’unico posto in cui non siamo mai stati: ma un posto che chiama, e al cui richiamo bisogna rispondere.
La residenza a Lisbona nasce per questo: portarti in un luogo che è musica e storia, rumore e pensiero.
La bellezza qui è fotografica: costringe a scegliere cosa guardare, cosa lasciare fuori, cosa trattenere. Lisbona è fatta di dislivelli, luce obliqua, rumore di ferro, vento di fiume. Il Tejo non è uno sfondo: è una linea di fuga. La città ti mette continuamente in posizione narrativa: sali e vedi, scendi e perdi, ti giri e trovi un’altra strada. È un luogo ideale per lavorare su ciò che spesso manca ai testi: tensione, montaggio, omissione, voce.
Le tracce culturali – Pessoa, Saramago, il fado, gli azulejos, i miradouros – diventano un dispositivo. Non per “scrivere di Lisbona”, ma per far sì che Lisbona faccia pressione sul tuo modo di scrivere.
Sotto, al link, trovi tutte le informazioni.
Programma
- Giorno 1 – Arrivo
Arrivo a Lisbona, sistemazione nella guesthouse nel cuore della Baixa. Incontro iniziale e prime riflessioni scritte: un testo da cui partire, che verrà riscritto e approfondito nel corso della settimana.
- Giorno 2 – Immersione
Laboratorio mattutino di lettura, riflessione e scrittura profonda. Sessione maieutica per riconoscere i primi nodi narrativi. Pomeriggio: scrittura esplorativa e confronto a gruppi.
- Giorno 3 – Confronto e attraversamento
Lavoro in coppie sui materiali grezzi. Nel pomeriggio, esplorazione letteraria della città: dall’Alfama al Chiado, sulle tracce di Fernando Pessoa e José Saramago. Dal Café A Brasileira alla Livraria Bertrand, dove la parola sta tra gli azulejos e il profumo del caffè.
- Giorno 4 – Profondità
Rielaborazione del testo. Confronto con i limiti della voce narrante. Creazione di un secondo testo, in tensione o in eco col primo.
Giorno 5 – Dislocazione
Giornata intera a Sintra e Cabo da Roca, dove l’Europa finisce e l’Atlantico comincia. Tra i palazzi fiabeschi e le scogliere a strapiombo, il paesaggio diventa materia narrativa. Esercizio sullo spostamento fisico, simbolico, autoriale.
- Giorno 6 – Alleggerimento e gioco
Sessione di decompressione e gioco narrativo. Pomeriggio libero tra Belém e la Torre omonima, il Monastero dos Jerónimos, i pastéis de nata e i miradouros che si accendono al tramonto.
- Giorno 7 – Completamento
Sessioni di chiusura, armonizzazione e riscrittura finale. Dalla materia alla forma. Dall’istinto alla consapevolezza. Letture finali, condivisione del percorso. Saluti, pianti e abbracci.
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